Associazione Culturale Aristocrazia Europea

giovedì 7 febbraio 2019

Genova international VIP


I colori della primavera arrivano in inverno! Presentata a casa della contessa Giuseppina Salvidio, in anteprima assoluta nazionale, la nuova esclusiva collezione di opere d'arte su seta del maestro Pier Canosa: ovvero i suoi foulard capolavoro in edizione limitata. Pier Canosa, straordinario pittore e stilista, corteggiato anche dalla maison parigina Leonard e da Hermès, svela la sua ultima raccolta di realizzazioni creative e la ghiotta occasione diventa subito un happening artistico - culinario di altissimo livello. Non solo arte, verrebbe da dire varcando la porta dei meravigliosi saloni affrescati in cui frotte di camerieri in livrea volteggiano da un tavolo all'altro servendo squisiti antipasti e champagne d'annata... Ma chi lo ha detto che la bellezza si goda meglio a stomaco vuoto, ci dice sorridendo raggiante la vera mente dietro l'organizzazione di questa splendida serata: l'apollinea e seducente contessa Giuseppina Salvidio alias la divina Basilissa dei salotti genovesi, ovvero il suo nome d'arte e con il quale è ormai nota agli annali delle cronache mondane. Magnifica nobildonna che ha voluto mettere a disposizione la sua mirabile residenza invernale per presentare, anche a Genova, questo vero e proprio forziere delle meraviglie contenente un autentico tesoro di sete preziose su cui sono raffigurate opere originali del grande Maestro Pier Canosa, Accademico d'Onore dell'Università San Cirillo di Malta, fondata nel 1669. Pier Canosa, pittore e illustratore di fama internazionale, è il vero corifeo della rappresentazione della purezza del colore, caratteristica che Pier Canosa predilige ed esalta, in particolare, nelle sue celeberrime composizioni floreali. Il ruolo di mattatore di questa coloratissima mostra antologica di stole, scialli, sciarpe e foulard, dove è la bellezza ad essere protagonista, spettava evidentemente al suo curatore, Marco Alex Pepè. Marco è uno fra i maggiori esperti, a livello internazionale, della produzione pittorica di Canosa e noto al grande pubblico italiano anche come ospite fisso al Maurizio Costanzo Show ed a Domenica In. Marco Pepè, che ha selezionato e presentato le opere, ha dovuto ammettere, in tutta sincerità, come la  nuova collezione superi tutte le altre per grazia e magnificenza. Una occasione, questa, che ha consentito alla contessa Giuseppina Salvidio di aggiungere un'altra medaglia al suo già blasonato palmares di vulcanica organizzatrice di eventi. Infatti, riuscire a conquistare l'autorizzazione di presentare, in una dimora privata, ancorché aristocratica, opere inedite di un artista come Canosa costituisce un unicum cui solo la vulcanica ed inarrestabile Gentildonna poteva ambire ed ottenere. Nel corso della piacevole soirée è stata anche festeggiata, con una bellissima torta, la visita a Genova del prediletto cugino della padrona di casa contessa Giuseppina Salvidio, Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia, per tutti l'amato Paolotto, il quale risiede ormai stabilmente nel Regno di Spagna, a Siviglia, dove è un noto e stimato giovane Avvocato andaluso. Una serata che, nell'insieme, ha visto protagonista il buon gusto, l'arte e la cultura a cui però, come di consueto agli eventi firmati contessa Salvidio, ha fatto da fregio: un menu vario e delicato - che ha raggiunto l'apogeo della squisitezza con la celebre torta al cacao “Matilde”: raffinata e deliziosa, acme e zenit dell'arte pasticcera europea -, musica dal vivo, intermezzi di danzatrici  e cantanti e sorprese per tutti gli ospiti intervenuti. Fra i quali è necessario ricordare: in primis, ovviamente, il prezzemolo delle feste genovesi, il gaudioso e gaudente, magnifico e munifico playboy epicureo, il bon vivant marchese Stefano Durazzo di Gabiano e di Pontinvrea: ultimo autentico gran viveur devoto epigono di Porfirio Rubirosa e di Giacomo Casanova; Beatrice Del Balzo di Presenzano; Emanuele Filiberto di Savoia; Lorenzo Caracciolo di Vietri e di Casamassima; Arianna Zavagli Ricciardelli delle Caminate; Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia, diletto ed adorato cugino della contessa Giuseppina Salvidio giunto appositamente da Siviglia - la patria del Flamenco - dove è annoverato fra i più seri e stimati giovani Avvocati andalusi; Pietro Stagno d'Alcontres; il cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Romana Giovanni Gambaro di San Pietro; Luca Galletti di San Cataldo; Giuseppe ed Elena Manzoni di Chiosca e Poggiolo; il recentemente riconfermato Presidente del “Sodalizio Casa Gregor”, sedente in Genova dal 1949, Andrea Montagnini di Mirabello; l'Accademico Archeologico Italiano Stefano Bragadin; Antonella Gramatica di Bellagio e di San Michele; Gianluca, Isabella e Cristina Mambilla; il produttore cinematografico Enrico Clerici; Maurizio, Umberto e Maria Virginia Reggio; il senatore Giorgio Bornacin; Bruno Castellani di Malo; Giovanni Cavallanti Ferrero; Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri; Margherita Ciurlo; Luca Coppede': il discendente del celestiale Gino; il cavaliere di collare dell'Ordine dell'Aquila Romana Lupo Migliaccio di San Felice; il già presidente del Consiglio della Regione Liguria Gianni Plinio con Donna Marina; Alberto Uva Parea Sormani Marzorati di Missaglia; Marinetta Boscarelli; il grande ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana Carlo Alberto Biggini Junior; Lidia Melis Todde De Plano; Simonetta Ciano di Cortellazzo e di Buccari; Harald von Heimburg; il nobile cavaliere Douglas Lantermo. Di seguito una piccola selezione dal servizio video e fotografico realizzato dal photoatelier Marino - sede di Genova, quella alla Galleria Mazzini 72 Rosso - a cura del maestro fotografo il cavaliere Carmelo Marino in persona. (articolo a cura di Eleonora Parodi, Speciale VIP, Secolo EF)











lunedì 26 novembre 2018

I Principi Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli...


COMUNICATO UFFICIALE della CASA IMPERIALE
Domenica XXVIII ottobre 2018, 

presso la Cappella Imperiale del Monastero Ortodosso di San Serafino di Sarov a Pistoia, il Conte Ezra Annibale Theo Paterniano Foscari Widmann Rezzonico (che vanta, fra i suoi antenati il Doge Francesco Foscari di Venezia e Papa Clemente XIII Rezzonico), è stato ufficialmente riconosciuto, battezzato (con i nomi di Basilio Heraclio Giustiniano), unto, elevato, intronizzato e benedetto come Principe Porfirogenito, Capo della Casa Imperiale Heracliana Giustinianea Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli e Gran Maestro degli Ordini internazionali cavallereschi dinastici (di legittima collazione privata), da Sua Eminenza Reverendissima Monsignor Silvano Livi, Vecovo di Luni ed Esarca della Santa Chiesa Greco Ortodossa Tradizionale Paleoimerologhita in Italia.

Alla solenne cerimonia religiosa cantata, durata quattro ore, hanno partecipato, oltre a parenti ed amici, numerose autorità e, fatto assolutamente importante e significativo, delegazioni ufficiali della Chiesa Russa Ortodossa del Patriarcato di Mosca e della Unione della Nobiltà Bizantina.

Presente, naturalmente, la consorte di Ezra, la Contessa Donna Maddalena (nata Nobile Messina di Milazzo), ora Principessa di Scilla e Cariddi, con le due figlie Contessine, Mara Delia e Anna Rachele, ora Duchessine, rispettivamente di Campofilone e Torre di Palme.

Nella gestione di questo importante patrimonio culturale, spirituale, araldico e cavalleresco, Ezra sarà affiancato dal carissimo e fedelissimo primo cugino, SAI il Principe Patrizio Marco Tomassini Paternò Leopardi, Conte di Monte Lupone e San Lopardo, ora Megaduca (di Fano, Fermo e Porto San Giorgio), Gran Collare e Gran Cancelliere degli Ordini Dinastici Imperiali di legittima collazione privata della Famiglia (Costantiniano di San Giorgio, Nobiliare della Corona Heracliana e Militare di Santa Sophia).

Padrini della Cerimonia sono stati il Duca Francesco Paolo Scarciolla del Gavatino di Torre Spagnola, il Conte Cesare Vernarecci di Fossombrone dei Principi d’Anjou della Verna (discendente da un ramo collaterale della Casa Reale Angioina di Napoli) ed il NH Conte Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant’Anna Morosina (dicendente, come il Conte Ezra, da antica famiglia patrizia e dogale veneziana).

Fra i presenti alle cerimonia e gli insigniti degli ordini cavallereschi segnaliamo: il Principe Luca Scotto di Tella de’ Douglas di Castel di Ripa, la Duchessa Alessandra Moneta Caglio Monneret de Villard, il Duca Costantino Agelasto Sevastopoli, il Marchese Fabio Guasticchi di Cres, il Conte Michele Biallo di Avola Callattuvo e Serrano, il Conte Brunello Hennig Castellano di Malo, il Conte Alessandro Segni Bocchia di San Lorenzo, il Conte Massimo Paltrinieri di Carpi, il Barone Fabrizio Druda di Selvapiana, il Barone Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas, il Barone Pierpaolo Longo, il Barone Salvatore Lupo Migliaccio di San Felice, il Barone Antonio Rossano di Rossano Calabro, il Barone Diego Spanò Mazzacuva dei Tre Mulini, il NH Avvocato Marco Ganassini dei Conti di Camerati, autorità civili, militari ed ecclesiastiche, numerosi appartenenti alla Forze dell’Ordine, alla Forze Armate ed alla Protezione Civile.

Contemporaneamente alla cerimonia sono giunti i saluti, auguri e riconoscimenti ufficiali della Chiesa Siro Bizantina di Antiochia e della Chiesa Copta d’Egitto (che già riconoscevano lo zio SAI Don Hugo Josè), e degli eredi legittimi di altre famiglie già sovrane: Amoroso d’Aragona, Capone Nemagna Paleologo, Lascaris Ventimiglia Valperga Sammartino, Cabrera Rurikovich, Galitzine Gediminides. Riconoscimento importantantissimo è quello della Unione della Nobiltà Bizantina (fondazione di diritto internazionale con sede a Mosca, riconosciuta anche dal Patriarcato Ecumenico Ortodosso di Costantinopoli, e presieduta da SAI il Principe Vladimir Cantacuzene).

SAI il Principe Ezra ha già ordinato la riorganizzazione delle storiche istituzioni della Casa Impeiale e degli ordini cavallereschi di collazione (e la necessaria revisione ed aggiornamento dei loro statuti). Il Principe Porfirogenito ha quandi deciso di dedicare le future energie positive, e relative raccolte fondi, della Casa Imperiale, per la sistemazione del tetto della Cappella Imperiale e del Monastero Ortodosso di Pistoia, e per dare un concreto sostegno economico alle milizie armatevolontarie cristiane che difendono le chiese ed i villaggi della martoriate comunità di Siria ed Egitto.

Presto sarà messo online un sito ufficiale con tutte le informazioni necessarie ed il rinnovato organigramma.






giovedì 1 novembre 2018

Aristocratica festa per la Contessa Giuseppina Salvidio

Huge muster of aristocrats rolls up to the Italian Riviera for attending the whopping bash celebrating The Right Honourable Countess Lady Giuseppina Salvidio's birthday.


Genova, ottobre 2018

Rataplan! L'aristocrazia italiana a rapporto dalla basilissa dei salotti genovesi: la contessa Giuseppina Salvidio festeggia il suo compleanno aprendo le porte della sua casa genovese. Aristocrazia in senso contemporaneo, ovviamente. Perché, se è pur vero che la maggior parte dei signori invitati proveniva da quel ceto che ha retto, nel bene e nel male, le sorti d'Europa per un millennio, e che fra gli ospiti non sono passate inosservate le talari scarlatte e violacee di eminentissimi prelati, i tavoli da pranzo hanno però visto accomodati anche coloro fra le più eccellenti menti dell'imprenditoria, della finanza, delle scienze e delle professioni e pure alcuni noti ed acclamati self made men.

La contessa Giuseppina Salvidio considerata ormai, pacificamente, la più attiva e coronata da successo organizzatrice di eventi mondani in città, ha deciso, questa volta, di spalancare i battenti della sua dimora del centro di Genova per ricevere... mezza Genova: questo almeno a giudicare dalla interminabile coda di autovetture (alcune con autista) in fila per accompagnare i signori invitati al ricevimento. Festa rigorosamente in abito da sera, con addirittura qualche coraggioso che, per onorare l'antica tradizione secondo cui l'estate il Liguria finirebbe l'11 di novembre, San Martino, ha ritenuto caparbiamente di presentarsi in giacchetta bianca. Un evento questa volta - caso raro quando invita la contessa Giuseppina - senza un dichiarato obbiettivo benefico, anche se, indiscrezioni, fanno sapere che a molti degli ospiti, in maniera assolutamente riservata, si sarebbe comunicato che il più gradito regalo di compleanno avrebbe consistito in una donazione ad una nota e benemerita associazione caritativa molto cara alla Contessa.

 

Una festa meravigliosa che, fatto strano per un evento privato, ha richiamato l'attenzione di un cospicuo capannello di curiosi attirati dalle macchine di grossa cilindrata, le sfavillanti mise delle signore e da qualche personaggio famoso non lesto abbastanza a non farsi notare.
Camerieri in livrea con i colori della Casata, un programma di musica dal vivo - che ha compreso l'esibizione di una arpista di fama internazionale, che per la prima volta ha accettato di performare al di fuori di un auditorium - , intrattenitori, fuochi d'artificio, sorprese, un nugolo di rose bianche dono della Contessa alle dame intervenute a fare da cornice ad un banchetto squisitissimo e raffinato - il tutto curato, come di costume, nei minimi dettagli e con una particolare attenzione a che ogni singolo invitato si sentisse al centro dell'attenzione, benvenuto e valorizzato, - hanno garantito il successo di un ricevimento che resterà indimenticabile. Trovarsi poi alla presenza della incantevole contessa Giuseppina fasciata nel suo meraviglioso e conturbante abito da sera è stato per tutti i signori ospiti una abbagliante epifania che rimarrà scolpita nella memoria. Insomma, una celebrazione che già si colloca nella alta classifica delle più belle feste organizzate in Liguria dal dopoguerra ad oggi, merito anche del determinante contributo prestato dalla deliziosa e soave padroncina di casa: la leggiadra contessina Camilla. Senz'altro il momento culminante e di maggiore pathos della serata è stato quello del taglio della colossale torta, che non ha mancato di far commuovere i presenti laddove, proprio in quell'attimo, è stato davvero palpabile il sincero affetto e l'amore che la contessa Giuseppina ha saputo meritare da parte dei suoi tanti, tantissimi amici. Una schiera, che facendosi attorno all'elegante nobildonna raggiante e felice, le ha saputo ben tributare l'omaggio che solo chi ha speso tutta la propria vita per dedicarsi ai meno fortunati, ai diseredati ed agli afflitti può guadagnare. Momento a cui è seguito un lungo e scrosciante applauso, che si è trasformato in un abbraccio sentito e corale di tutti i signori invitati che si sono stretti al grande cuore della incomparabile Giuseppina come intorno ad un camino acceso.

Gli auguri alla nobile Festeggiata sono arrivati anche da parte di una Casa Reale, quella erede al Trono di Georgia: il Principe Reale - de jure - il Sovrano ovvero Sua Altezza Reale Irakli Bagration, non potendo intervenire personalmente a causa di impegni istituzionali, ha ritenuto di inviare alla celebrazione espressamente dall'antico Regno, in missione speciale quale propria rappresentante, Suo Onore la Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, affinché gratificasse la Contessa porgendole il regio messaggio con il quale l'Erede al Trono degnava rivolgere “in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza del giorno genetliaco di Sua Grazia la Signora Contessa Giuseppina Salvidio” - come si legge nella regia missiva - un pensiero benevolo e ben augurante a tutti i signori convenuti assicurando la propria regale presenza a Genova in gennaio. A proposito, indiscrezioni vorrebbero che, con successive lettere patenti, il Principe Erede al Trono, proprio in previsione della Sua futura visita in Liguria, abbia voluto nominare la Contessa “Dama" (di stanza a Genova) della propria Principesca Corte.

Tanti, tantissimi, gli amici ed i parenti invitati a questa formidabile gala, che non sarebbe stata possibile organizzare così bene senza il contributo dei cari, carissimi Stefano Durazzo di Gabiano e di Pontinvrea, Lorenzo Caracciolo di Vietri e di Casamassima, Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia - cugino della Festeggiata giunto appositamente dal Regno di Spagna -, Pietro Stagno d'Alcontres, il cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Romana Giovanni Gambaro di San Pietro, Luca Galletti di San Cataldo, il Duca Costantino Agelasto Sevastopolo, il recentemente riconfermato Presidente del “Sodalizio Casa Gregor” sedente in Genova dal 1949 Andrea Montagnini di Mirabello, Stefano Bragadin, Antonella Gramatica di Bellagio e di San Michele, Giovanni Polito Piromallo di Montebello, Alessandra Burke, Gianluca, Isabella e Cristina Mambilla, Maurizio, Umberto e Maria Virginia Reggio, Bruno Castellani di Malo, Giovanni Cavallanti Ferrero, Margherita Ciurlo, Marinetta Boscarelli, Lidia Melis Todde De Plano, Alberto Uva Sormani Marzorati di Missaglia, Simonetta Ciano di Cortellazzo e di Buccari, Harald von Heimburg, Eugenia Diamanti, il nobile cavaliere Douglas Lantermo, Luca Coppede' e Gianni Cuttica.

















giovedì 20 settembre 2018

Royal News Italia intervista Lali Panchulidze

Intervista a Lali Panchulidze



Royal News Italia intervista la Contessa Lali Panchulidze
Lei rappresenta la Famiglia Reale Bagrationi ma tanti sono i pretendenti al trono virtuale della piccola Georgia... "Piccola ma preziosa e grande di storia e spiritualità, Georgia forte e indomita. Come dite voi: il vino buono sta nella botte piccola e noi georgiani siamo gli inventori del vino." (risponde Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, fulminandomi con i suoi occhi di ghiaccio) "Si, attualmente sono ben quattro i pretendenti: i principi David Mukhrani, Nugzar Gruzinsky e Irakli Imeretinsky, più il piccolo Giorgio (figlio di David e Anna Gruzinsky), sostenuto da alcuni monarchici. Io sono fedele e rappresento il Principe Irakli, indiscusso capo della casa reale di Imerezia, non solo perchè la mia famiglia è di Imereti, ma perchè è giovane serio e semplice, molto colto e religioso, un patriota impegnato nel sociale. Per questo è sempre pù apprezzato non solo dai monarchici e dai nobili, ma anche dalla Chiesa e dal popolo, soprattuto dai giovani. Talmente apprezzato che anche i nobili armeni lo hanno riconosciuto legittimo erede degli antichi regni Bagratidi Bagratuni di Armenia e Cilicia. Conosco, stimo e voglio sinceramente bene alla Principessa Anna, ma il fallimento del suo matrimonio, ha, di fatto, impedito (spero solo posticipato) il ritono della monarchia in Georgia, come sostenuto dal nostro Santo Patriarca Elia e dalla maggioranza dei miei compatrioti. Il nostro Principe Irakli ha proposto un tavolo di pace ed un giusto accordo fra tutti Bagrationi, per il bene supremo della nostra amata Patria, ed il Principe David si è già detto disponibile. Sono fiduciosa..." Lei è cittadina georgiana residente in Italia ma la sua famiglia è di orgini bizantine e russofona... "I Panchulidze sono un antica famiglia ortodossa caucasica, molto fiera della propria identità etnica e religiosa, oltre che delle propria storia. Il capo del nostro Klan, il Generale Doni Panchulidze, carismatico patriota e appassionato studioso, ha raccolto la nostra storia in una Fondazione ed in due libri... Siamo orgogliosamente georgiani ma anche ortodossi di tradizione guerriera e militare. Siamo fieri dei nostri antenati, i generali Ivan e Semion Panchulidze che hanno combattuto al fianco dell'eroe principe Pietro Bagrationi, contro Napoleone e i Turchi, venendo, per meriti sul campo di battaglia e dell'onore, nominati conti dallo Zar di tutte le Russie e poi governatori della provincia di Sarov." E proprio per questa sua impostazione internazionale: ha fondato l'associazione eurasiatica ACIGEA, ed è stata voluta dal Principe Sforza Ruspoli alla vice presidenza della associazione culturale Aristocrazia Europea. "Io sostengo un fraterno dialogo cristiano fra gli ortodossi orientali ed i cattolici occidentali, l'interscambio culturale e commerciale fra le nazioni, una naturale alleanza continentale eurasiatica, in difesa della identità e del benessere dei popoli. Da monarchica spero nel ritorno della monarchia in Italia, in Georgia, quanto in Russia, con il Granduca George Romanoff, ed in una stabile pace fra i nostri popoli ortodossi, entrambi eredi dei Valori della Città Santa Gerusalemme, di Costantinopoli e dell'Impero Romano, Non mi occupo di politica ma sono contro il relativismo morale ed il mondialismo capitalista, nemici di tutte le tradizioni e civiltà, oltre che delle leggi naturali e, semplicemente, del buon senso comune. Per questo, da georgiana, ammiro e sostengo il filosofo tradizionalista eurasiatico Alexandr Dugin, portatore della nuova quarta teoria politica e del soggetto radicale, inteso come uomo veramente libero, quindi superiore ed autenticamente aristocratico". (Roya News Italia)
Lali Panchulidze con Anna Bagrationi e Leka Zogu

Lali Panchulidze con Emanuele Filiberto di Savoia

Lali Panchulidze con Diego Fusaro e Alexandr Dugin

venerdì 27 luglio 2018

Intervista a SAI il Principe Patrizio Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli

 

Intervista a Patrizio Leopardi di Costantinopoli

di , 26 luglio 2018

UNA CONVERSAZIONE CON UN PRINCIPE BIZANTINO

intervista a cura di Giovanni Cavallanti Ferrero
Il Principe Patrizio Tomassini Paternò Leopardi – Conte di Montelupone e San Leopardo, Marchese di Montaperto, Conte Palatino del Regno di Polonia, Nobile del Regno di Aragona –  ci riceve in campagna, nelle sue terre marchigiane, intento a ispezionare vigne e bestiame al pascolo. Si, Sua Altezza Imperiale, Sir Patrick, discendente della dinastia Giustiniana Heracliana di Costantinopoli, è un principe contadino, persona di grande semplicità e straordianria umanità, che guarda alla sostanza delle cose: 55 anni, imprenditore agricolo, ma anche regista che ha girato tutto il mondo, profondo studioso di storia, ovviamente bizantina, ma anche templare, dopo un lungo percorso filosofico e spirituale, ha recentamente deciso di tornare alle orgini della sua famiglia, convertendosi alla Ortodossia cristiana.
Sarà infatti battezzato (ribattezzato, visto che lo era già da cattolico), il prossimo 28 ottobre, dal Vescovo Silvano Livi, Eparca (ovvero capo) della Chiesa Greco Ortodossa Tradzionale in Italia, nel Monastero di San Serafino di Sarof, appena sopra Pistoia. Nella stessa giornata, il suo primo cugino, il Conte Ezra Annibale Paterniano Foscari Widmann Rezzonico (Nobile Dogato e Patrizio Veneto, Conte di Noventa, Zellarino e San Bruson, Barone di San Paterniano, Somareg e del SRI, Conte di Ortenburgo e del SRI, attuale presidente della associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea) sarà “incoronato e benedetto Principe Porfiriogenito”, ovvero nominato Capo della Augusta Casa Imperiale, con il sigillo sacrale ed il riconoscimento ufficiale del Patriarcato Greco Ortodosso, legittimo erede della tradizione religiosa costantinopolitana.
Cosa vuol dire essere un principe bizantino oggi? Quali obblighi ha e come si rapporta con la moderna quotidianità?  Essere un principe bizantino al giorno d’oggi è, innanzitutto, rispetto per la propria famiglia, le proprie radici e l’educazione ricevuta, ma anche testimonianza, quotidiana e concreta di storia, simboli e, sopratutto valori fondamentali per la nostra civiltà. Questo stile di vita, oggi giorno, non viene più apprezzato e capito, anzi, spesso viene frainteso, perché giudicato sorpassato, ma, in realtà è semplice e profondo rispetto di se stessi, degli altri esseri viventi e della natura uniti in una armoniosa gerarchia cosmica divina.
Cosa c’è ancora di attuale e di valido nella storia, nella organizzazione metapolitica e nel concetto di Impero Romano?  Nella Roma imperiale, come nel medioevo, si partiva per una battaglia con lo spirito di conquistare qualcosa di importante, non solo materiale ma sopratutto spirituale, e spesso la priorità èra una giusta causa: la famiglia, la terra, la libertà. Dell’impero vanno ripresi questi valori e gli ideali universali di ordine dei diversi, che è vera convivenza fra popoli e religioni, nel reciproco rispetto dellem identità.
Cosa ne pensa dell’attuale crisi della Chiesa Cattolica e perchè ha deciso di convertirsi alla Ortodossia Greca Orientale?  Ritengo che una persona debba approfondire la propria appartenenza religiosa, la storia della propria chiesa, quella della Città Santa di Gerusalemme ma anche delle religioni precedenti, pre cristiane e pagane, e di quelle diverse dalla nostra. Innanzitutto sono partito da una rilettura dei testi sacri biblici, ufficiali ed apocrifi, naturalmente in italiano, ma anche in latino, greco ed aramaico, proprio per cercarne di capirne di più le differenze e le sfumature, e poi di tutti i principali commentari, scritti, nel corso de secoli da studiosi, filosofi, dottori della chiesa, spesso divenuti Santi. Da questo lungo percorso di studio, anche dei vari concili e scismi, è nato il mio avvicinamento, culturale e spirituale, alla Santa Chiesa Ortodossa Orientale Costantinopolitana. La evidente crisi di identità della Chiesa di Roma ed il crescente smarrimento di tanti fedeli cristiani cattolici occidentali, mi sta dando ragione, ma io rimango uomo di continua ricerca e dialogo.
 
Lei è profondamente legato alla simbologia, alla musica ed alla spiritualità dei Cavalieri Templari, cosa ci può dire in merito?   Sono appassionato, da sempre, alla musica Gregoriana, alla storia del Medio Evo e della cavalleria cristiana. Da giovanissimo sono entrato in contatto con i più autorevoli maestri internazionali delle scuole templari, riconoscendomi negli insegnamenti spirituali e nelle rigide regole di vita dei “poveri cavalieri del Tempio e di Cristo”. Una missione, quella della difesa della verità e della giustizia, dei poveri e dei pellegrini, ancora valida ed attuale.
La vostra famiglia ha annunciato la rifondazione ed il rilancio dei vostri storici e legittimi ordini cavallereschi, con quali finalità?  Abbiamo deciso di riprendere le antiche istituzioni nobiliari e cavalleresche di famiglia, oltre che riunire e riordinare il nostro importantissimo archivio storico, araldico, genealogico di famiglia (circa diecimila libri e oltre ventimila documenti, dei quali diverse centinaia originali, antichi e preziosi, ora collocati in quattro sedi in tutto il mondo) per continuare l’opera dello zio, il Principe Don Hugo Josè. In particolare stiamo rivedendo e aggiornando, alle nuove esigenze del mondo contemporaneo, gli statuti degli Ordini Imperiali della Corona Heracliana (ordine nobiliare) e della Guardia d’Onore di Santa Sophia (ordine militare) e, certamente, fra le finalità vi è il concreto sostegno alla presenza cristiana in Medio Oriente ed ai fratelli cristiani oreintali (siriani, irakeni, egiziani ma anche palestinesi e turchi) discriminati, perseguitati, spesso martirizzati, abbandonati e dimenticati da questa Europa decadente, ipocrita e vile.
  

giovedì 19 luglio 2018

Incontro conviviale della Casa Imperiale Leopardi di Costantinopoli

Mercoledì 25 luglio, ore 18.30 a Milano
APERICENA IMPERIALE d'ESTATE
"Birreria-Trattoria Pepe Nero" Via Rivoltana 31
(Novegro-Idroscalo, di fronte al Luna Park)

riunione informale dei membri ed amici della
Casa Imperiale Leopardi di Costantinopoli
con Ezra Foscari Widmann Rezzonico
e Patrizio Tomassini Paternò Leopardi

Incontro con il Conte Mario Dalla Torre

 “Non si può guarire il corpo, senza guarire l’anima” (Platone)
Giovedi 26 luglio, ore 18.00, Viale Bianca Maria 3, Milano
Studio Legale Avv. Renato Maturo


Incontro culturale-filosofico-spirituale con
MARIO DALLA TORRE
(bioterapeuta, operaore olistico, pittore bioenergetico e scrittore)